QUATTRO
“I
tempi morti della vita, quelli che si producono fra gli avvenimenti che
con il passare del tempo definiamo importanti, si possono rappresentare?
All’inizio ho pensato a tre personaggi in una situazione di transito, come
dentro macchine ferme al passaggio a livello, ma prima ancora di inziare
a scrivere ho capito che non sarebbe stato sufficiente, nel silenzio dell’abitacolo
avrebbero riempito l’attesa con pensieri carichi di significato. E allora?
L’ostacolo era pensare ai personaggi come a protagonisti, l’attenzione doveva
essere rivolta altrove: non a personaggi dentro auto ferme al passaggio
a livello, ma a personaggi come macchine in attesa. La rappresentazione
del tempo morto allora l’avrei raggiunta tramite il ritmo del racconto.
Così ho contato fino a tre, poi fino a quattro.” (prefazione)
