ECO
“La
distanza più breve fra due punti è una retta. Mi fa piacere.
Se leggo un romanzo, una poesia, un racconto, invece no, o meglio, non è
che mi dispiaccia, semplicemente non me ne curo. Apprezzo le opere dove
è subito chiaro chi sta dicendo cosa, e senza spiegare ciò
che succede lo si intuisce da pochi indizi, ma la mia ammirazione non mi
impedisce di stimare anche chi preferisce ai fatti i discorsi sui fatti
fino a far passare in secondo e poi terzo e magari quarto piano le vicende
che mettono in moto l’analisi interiore. Alla fine gli avvenimenti sono
scuse sempre più labili, sbiadite, e lasciano il posto a un universo
ambiguo. Non si tratta di un atteggiamento assunto per partito preso, ma
di una visione del mondo: un’immagine frammentaria della vita è il
mio modo di vedere ciò che vedo.
Ovviamente, per gli amanti della geometria questa scrittura è un
errore.” (prefazione)
“La memoria di un personaggio contraddittorio, il suo viaggio in ricordi lieti, spiacevoli, ossessivi, sforzandosi di afferrare una realtà sfuggevole, con la consapevolezza che fra scrittura e vita esiste uno scarto breve o ampio, ma sempre incolmabile.” (quarta di copertina)
