Dialogo di pesce con umani
“Uno
scrittore italiano, intervistato sul comportamento delle forze dell’ordine
durante una manifestazione repressa duramente e in cui una persona che opponeva
un’arma impropria a una da fuoco puntata contro di lei era stata uccisa,
disse che quell’episodio si sarebbe impresso nella memoria collettiva del
Paese, lasciando di sicuro una traccia nelle opere di altri autori: questo
è il mio contributo. Ho scelto di non scrivere un’opera “militante”,
rivestendola con nomi di luoghi, cose e persone vere, perché la contestualizzazione,
io credo, circoscrivendo quel fatto corre il rischio di togliergli la portata
metaforica che invece gli appartiene. Ho allora steso queste pagine pensando
non solo ad esempi di violazioni di diritti umani passate, fra le quali
si iscrivono gli avvenimenti da me ripresi, ma anche a quelle possibili
in futuro. Più che criminalizzare qualcuno o incensare qualcun altro,
mi interessa indagare i meccanismi psicologici che spingono alcuni individui
preposti al rispetto della legge a comportarsi in maniera violenta. Si tratta
ovviamente di un’indagine non scientifica, bensì letteraria; giudicheranno
i lettori quale importanza attribuirle.”
(prefazione)
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