Scheda di lettura di Quattro, a cura del comitato di Lettura del Premio Italo Calvino; edizione 21

L'intento, che l'autore dichiara nella breve introduzione al suo testo composto da quattro narrazioni separate, è quello di rappresentare "i tempi morti della vita", e per farlo immagina tre personaggi distinti, che non si conoscono, bloccati in una mattina d'estate sullo stesso vagone della metropolitana romana tra Piazzale Flaminio e Lepanto. La sosta indesiderata è quindi l'origine di tre diversi flussi di coscienza, o meglio di tre monologhi interiori: nel primo, un uomo adulto ricorda l'infanzia, e un doloroso rito di passaggio, la scoperta dell'esistenza di una sorella che fino a quel momento ignorava; nel secondo una donna preda dell'emicrania e prossima alla menopausa rincorre mentalmente i rapporti significativi della propria vita, gli uomini, le amiche, la figlia, tentando un onesto bilancio; nel terzo è un giovane che ha veramente fretta, deve raggiungere in ospedale il fratello Aldo, affetto da sindrome di Down e vittima di un qualche incidente, prima che sia troppo tardi per dargli tutto l'affetto che forse non ha espresso prima. Sarà lui il primo a farsi strada e uscire da un finestrino del convoglio, seguito dagli altri due. Il quarto capitolo è quindi diverso dai tre precedenti, non è un monologo interiore, ma il racconto di quello che i tre fanno una volta scesi dal vagone. Del ragazzo che ha fretta, intuiamo che corre direttamente in ospedale. Gli altri due si incontrano, prendono un caffè, lei manda via il mal di testa con un Aulin, guardano dei libri in bancarella e poi si salutano.
Va detto innanzitutto che questo autore rivela una solida capacità e padronanza di scrittura, e merita pertanto di essere fortemente incoraggiato nella prosecuzione del suo percorso di scrittore. Quello che ci pare un po' debole, e che in qualche misura si riscontrava anche nel testo presentato dall'autore nella scorsa edizione, è il tessuto della vicenda narrativa, che parte bene e poi tende ad allentarsi, a intrecciare pochi fili, come in una partitura fatta di poche note, che nel loro ripetersi perdono intensità. Il quarto movimento in particolare non è del tutto risolto a nostro avviso: uno dei tre personaggi esce dal gioco senza più essere nominato, e l'incontro degli altri due si rivela un ulteriore "tempo morto" (ma allora, al lettore viene da chiedersi, perché non vanno direttamente per la loro strada, se non sono incuriositi/ interessati/ attratti uno dall'altra? e se lo sono, perché un incontro così inconcludente?).
L'impressione è che l'autore sia più facilmente sedotto da un'idea, un concetto di partenza (in questo caso quello dei "tempi morti") che non dall'elaborazione di uno sviluppo narrativo, di una trama per l'appunto, nonostante abbia i numeri per farlo. Invitiamo quindi l'autore a lavorare maggiormente in questa direzione.

Il Comitato di Lettura, 26/06/2008

Il sito del Premio Italo Calvino, qui .

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